Informazioni generali

Il borgo Trefogli a Torricella ha origine da un complesso di case contadine risalenti almeno alla metà dell’Ottocento, stando al primo documento cartaceo, ovvero un piano catastale del Comune. In realtà è probabile che un insediamento fosse presente anche nei decenni se non nei due secoli precedenti, considerato che i registri parrocchiali dei battesimi registravano già nel 17. secolo la presenza di alcuni Trefogli del “Ciòs”, come si chiama la frazione su cui sorge appunto l’attuale proprietà. Una proprietà composta da più edifici posti in modo da seguire l’orografia, con spazi abitativi verso valle e stalle e depositi verso monte.

Il primo importante sviluppo documentato dell’edificio è legato a Marco Antonio Trefogli (1782-1854), artista attivo in Italia nella decorazione neoclassica, che arricchì alcune stanze della casa di famiglia con opere di pregio. Sarà suo figlio, Michele Trefogli (1838-1928), architetto ticinese di successo trasferitosi in Perù, a progettare ai primi del Novecento una radicale trasformazione della casa colonica in una dimora signorile di rappresentanza, nota come il “castello”.

Tra il 1903 e il 1906, Michele Trefogli trasformò profondamente la proprietà, ampliando gli spazi abitativi con decorazioni ricche, saloni luminosi, sale da pranzo con parquet pregiati e opere pittoriche di artisti attivi in Ticino in quegli anni, come Luigi Faini. Aggiunse elementi architettonici come una grande torre osservatorio e una loggia sul fronte nord, corrispondente all’entrata della dimora; segnali riconoscibili da lontano a testimoniare il prestigio della famiglia in quell’epoca. La villa, chiamata ben presto “castello” proprio per la presenza della torre, rispecchiava chiaramente lo status sociale e il successo personale dell’architetto, che aveva appunto adattato un edificio rurale in residenza nobile.

Nel 1927 il castello venne inserito insieme ad altri immobili in una fondazione di famiglia, mantenuta con risorse sempre più limitate con il passare delle generazioni. Dal 2022 la proprietà del complesso è passata nelle mani di una fondazione di pubblica utilità. La proprietà è di valore storico e artistico e dal 2025 è inserita nelle lista dei monumenti protetti di importanza cantonale.

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