Villino Heimatstil

Foto Monika Flueckiger

Casa Trefogli è chiamata anche “La Villetta” e sorge lungo Via alla Chiesa. Essa è preceduta da un giardino rialzato volto verso sud, che si prolunga verso il nucleo, in direzione nord-ovest, su poco più di 2’000 mq di superficie. L’edificio è un monumento storico protetto di importanza comunale.

Come attestano il piano catastale del 1878 e alcune fotografie d’epoca, esisteva in questo luogo un edificio precedente di carattere rurale databile forse già al XVII-XVIII secolo, di proprietà degli eredi fu Paolo Trefogli. Esso fu trasformato dopo il 1906 su progetto dell’architetto Michele Trefogli (1838-1928), probabilmente nel secondo decennio del Novecento secondo memorie tramandate oralmente nella famiglia Trefogli. A partire dagli anni Trenta del XX secolo (probabilmente dal 1933) la casa fu abitata dalla famiglia von Alvensleben per più di un trentennio.

L’edificio rurale originario a tre piani aveva una pianta a L. Esso fu rialzato, trasformato e decorato nel 1910-20 ca. dall’arch. Trefogli ottenendo l’aspetto attuale. Prima del 1933 fu ulteriormente ampliato sul retro, con l’aggiunta di un piccolo corpo, a formare una U (è possibile che questo ampliamento sia stato compreso nel progetto originale dell’arch. Trefogli).

Il corpo principale dell’edificio attuale, posto perpendicolarmente alla strada e rivolto a meridione verso il giardino, si eleva su quattro piani, mentre le due ali minori sono più basse. Il portale principale originario, posto al centro della facciata meridionale, è preceduto da una veranda vetrata con piccolo timpano ornato da un tondo contenente lo stemma di famiglia (abraso), ghirlande di foglie e nastri.

La casa è caratterizzata da una ricca decorazione sui prospetti, in finto marmo al piano inferiore, in finto bugnato al piano nobile e a elementi architettonici dipinti in finto legno ai piani superiori. Le aperture presentano eleganti riquadrature in pietra, mentre le fasce marcapiano sono costituite da cornici in legno su mensolette. I balconi in legno sono sorretti da elementi portanti ad assi, tipici degli châlet d’Oltralpe; quelli all’ultimo piano sono finemente e riccamente intagliati. Nel sottotetto i timpani sono ornati da decorazioni dipinte a foglie e girali d’acanto.

All’interno dell’edificio, in pessimo stato di conservazione, si conservano la scala con parapetto in ferro finemente lavorato, stanze con soffitti dipinti e a stucco, un camino, serramenti e porte originali.

La casa, grazie alle trasformazioni eseguite su progetto dell’arch. Trefogli nel secondo decennio del XX secolo, è un ottimo esempio di architettura eclettica ispirata a modelli alpini e rurali. La tipologia decorativa in finto legno rimanda al gusto dell’Heimatstil, che cominciò a diffondersi in Ticino a cavallo tra Ottocento e Novecento, sotto la spinta dell’emigrazione e del nascente turismo. Le infiltrazioni di gusto nordico sono attestate in particolare nel Sopraceneri (Brissago, Casa degli Artigiani a Crodolo, mapp.291; Casa Caterina, mapp. 618; casa a Nevedone, mapp. 388; Muralto, Casa Miramonti, mapp. 559; Palagnedra, casa al mapp. 379; Terre di Pedemonte-Verscio, casa al mapp. 822; Olivone, due case a Lavorceno, mapp. 728 e mapp. 605; Quinto, casa al mapp. 797; Bellinzona, casa al mapp. 366 e casa a Pratocarasso, mapp. 3554). Nel Sottoceneri tale tipologia decorativa in finto legno è meno presente, ma trova comunque un esempio rilevante nel Villaggio dei dipendenti del Castello di Trevano a Porza, mapp. 339.

Fonte: Ufficio dei beni culturali, Repubblica e Stato del Canton Ticino

Foto Monika Flueckiger
Foto Monika Flueckiger
Foto Monika Flueckiger

Foto Fondazione Michele Trefogli – 1906 – A destra, accanto alla casa comunale di Torricella, la casa contadina prima della trasformazione nel villino Heimatstil